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Carl Hansen & Søn è l'azienda danese che produce alcuni dei mobili più famosi del modernismo scandinavo, prima fra tutti la Wishbone Chair di Hans J. Wegner. È ancora un'impresa di famiglia, oggi guidata dal nipote del fondatore, con sede sull'isola di Fionia.
Una bottega di Odense
Il 28 ottobre 1908 l'ebanista Carl Hansen apre il suo primo laboratorio a Odense; nel 1915 inaugura una vera fabbrica, specializzata in mobili da camera da letto per la borghesia dell'isola. La crisi degli anni Trenta colpisce duramente l'azienda: nel 1934 la guida passa al figlio Holger Hansen, che la salva anche producendo le custodie in legno per le macchine da cucire Singer.
Hans J. Wegner e la Wishbone Chair
Dopo la guerra si afferma in Danimarca una nuova generazione di designer. Nel 1949 il venditore Ejvind Kold Christensen fa incontrare Holger Hansen e Hans J. Wegner, a cui l'azienda chiede una sedia di qualità che si possa produrre in serie. Wegner presenta quattro modelli, CH22, CH23, CH24 e CH25, tutti messi in produzione l'anno seguente. Il CH24, la Wishbone Chair o Y Chair, con lo schienale a forma di Y e il sedile in corda di carta intrecciata, si ispira alle antiche sedie cinesi: diventa il più grande successo commerciale di Wegner e da allora non è mai uscita di produzione. Negli anni Cinquanta da sola fa più di metà delle vendite dell'azienda, anche grazie al successo del design danese negli Stati Uniti.
Classici e contemporanei
Dopo anni difficili, dagli anni Novanta il ritorno di interesse per i classici danesi rilancia l'azienda, che rimette in produzione molti modelli di Wegner. Nel 2002 Knud Erik Hansen, nipote del fondatore, ne diventa l'unico proprietario, costruisce una nuova fabbrica ad Aarup e porta l'export oltre la metà del fatturato. Oggi il catalogo comprende mobili di Kaare Klint, Arne Jacobsen, Ole Wanscher, Børge Mogensen e Poul Kjærholm, accanto a progetti contemporanei come quelli dell'architetto giapponese Tadao Ando, dello studio EOOS e di Naja Utzon Popov. Nel 2014, per il centenario della nascita di Wegner, l'azienda è tornata al logo che lui stesso aveva disegnato nel 1950.
Fonti
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