PurplePrice Mag · · 3 min di lettura
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Bruno Gecchelin nasce a Milano il 25 settembre 1939. È designer e architetto, ed è uno dei grandi specialisti italiani della luce: nella sua carriera ha disegnato più di cento lampade.
Da ragazzo disegna e modella automobili, e proprio per quella passione si iscrive a un istituto tecnico a Milano. Prima ancora di finire la scuola viene assunto da Olivetti e mandato nello studio di Ettore Sottsass. Il primo giorno Sottsass guarda i suoi disegni e gli spiega che quello non è design ma styling, pura forma.
Resta accanto a Sottsass per circa quindici anni, tra macchine elettroniche, terminali e mobili per ufficio, e lavora anche alla macchina per scrivere Valentine. Negli stessi anni disegna frigoriferi e cucine a gas per Indesit e mobili per Busnelli. Intanto studia architettura al Politecnico di Milano e, nella seconda metà degli anni Settanta, apre il proprio studio a Milano.
Le lampade
La sua prima lampada è Wing, disegnata per Oluce su richiesta del fondatore Giuseppe Ostuni, che gli chiede una lampada da tavolo per le nuove lampadine alogene. Per Oluce disegna anche Dogale e Perla.
Dopo Wing arrivano altri clienti. Per Skipper disegna a metà degli anni Settanta la lampada da terra Mezzaluna. L'azienda ha un negozio in via Manzoni a Milano e cave di marmo in Toscana, e Gecchelin usa il marmo per alcuni modelli.
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Gong - lampada da tavolo - per Skipper
All'inizio degli anni Ottanta nasce Gong, sempre per Skipper: un grande disco di vetro sabbiato sorretto da una base in marmo nero, che la lampadina alogena illumina da dietro.
Disegna poi la lampada Ring per Arteluce, Rigoletto, Paggio e Messer per Venini, Malia per Tronconi. Per iGuzzini disegna i faretti Shuttle e, con Laura Maria Mandelli, la lampada Cirillo.
Oltre la luce
Lavora anche per Fiat (accessori per la Panda), Poltrona Frau, Fratelli Guzzini e per la giapponese Matsushita, per cui progetta un sistema bagno. Ha insegnato allo IED, al Politecnico di Milano e all'Accademia di Brera, e dal 1996 si dedica anche alla pittura e all'incisione.
Ha ricevuto tre Compasso d'Oro: per i faretti Shuttle di iGuzzini nel 1989, per il condizionatore AGH 171 di Aermec nel 1991 e per lo spremiagrumi Latina di Fratelli Guzzini nel 2004. Tra gli altri riconoscimenti ci sono il premio IF di Hannover e la BIO di Lubiana.
In un'intervista ha raccontato di essere riuscito a non copiare mai il proprio lavoro. Per lui un oggetto deve essere utile, piacevole e accessibile, e partire da ciò che ogni azienda sa davvero produrre.
Fonti
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