Olivetti

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macchine per scrivere, calcolatrici e computer di Ivrea: l'azienda che ha fatto del design una cultura d'impresa

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

Sito ufficiale olivetti.com

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Olivetti non è stata solo un'azienda di macchine per scrivere e computer. Per mezzo secolo è stata l'esempio più completo di come il design possa riguardare tutto: i prodotti, la pubblicità, i negozi, le fabbriche, perfino le case e i servizi per i dipendenti. È il modello per eccellenza di quella che oggi chiamiamo corporate identity.

Camillo e Adriano

L'azienda viene fondata nel 1908 a Ivrea, in Piemonte, dall'ingegnere Camillo Olivetti, e nel 1911 presenta la M1, la prima macchina per scrivere italiana. Nel 1932 la direzione passa al figlio Adriano Olivetti, imprenditore e intellettuale convinto che la fabbrica debba servire anche alla crescita delle persone e della comunità. Sotto la sua guida Olivetti chiama architetti, artisti, grafici e scrittori: la nuova fabbrica di Ivrea è progettata dagli architetti razionalisti Figini e Pollini, la portatile Studio 42 (1935) nasce dal lavoro comune di ingegneri, di un pittore e di architetti.

Nizzoli, Pintori e la Lettera 22

Dal 1938 il designer Marcello Nizzoli disegna i prodotti più famosi: la macchina da ufficio Lexikon 80 e la calcolatrice Divisumma 14 (1948) e soprattutto la portatile Lettera 22 (1950), leggera ed elegante, che nel 1952 entra con la Lexikon nella collezione del MoMA di New York. Nel 1959 una giuria di designer riunita dall'Illinois Institute of Technology la sceglie come il miglior prodotto di design dei cento anni precedenti. La grafica pubblicitaria, affidata per trent'anni a Giovanni Pintori, diventa famosa in tutto il mondo, e i negozi Olivetti, come quello progettato da Carlo Scarpa in piazza San Marco a Venezia, sono piccoli capolavori d'architettura.

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Dai calcolatori al personal computer

Olivetti è anche pioniera dell'elettronica. Nel 1959 un gruppo di ricercatori guidati da Mario Tchou realizza l'Elea 9003, uno dei primi calcolatori interamente a transistor, disegnato da Ettore Sottsass. Nel 1965 arriva la Programma 101 di Pier Giorgio Perotto, considerata il primo computer da tavolo programmabile al mondo. Sottsass firma poi la macchina per scrivere portatile Valentine (1969), di plastica rosso acceso, oggetto Pop pensato per essere usato ovunque tranne che in ufficio. Dagli anni Settanta i prodotti sono disegnati da Mario Bellini, autore tra l'altro della ET 101 (1978), una delle prime macchine per scrivere elettroniche, e poi da Michele De Lucchi.

L'eredità

Dopo la morte di Adriano nel 1960 l'azienda attraversa decenni difficili. Negli anni Ottanta produce personal computer come l'M24, poi entra nella telefonia e nel 1999 acquista il controllo di Telecom Italia; oggi il marchio Olivetti fa parte del gruppo TIM. Dal 2018 «Ivrea, città industriale del XX secolo», con le fabbriche, gli uffici e le case costruite da Olivetti, è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Fonti

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