Pop design

Pop design

plastica, colori accesi e oggetti usa e getta: il design degli anni Sessanta che parlava la lingua della società dei consumi

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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Il Pop design è il design degli anni Sessanta che prende ispirazione dalla Pop Art e dalla cultura di massa: pubblicità, fumetti, cinema, musica rock, prodotti del supermercato. Dopo decenni di Movimento Moderno, con i suoi oggetti sobri, durevoli e «per sempre», una generazione di giovani progettisti scopre il piacere di oggetti colorati, economici, divertenti e perfino usa e getta, pensati per un pubblico giovane e per una società sempre più ricca.

Le origini: Londra e la Pop Art

Le idee del Pop nascono a Londra negli anni Cinquanta, nelle riunioni dell'Independent Group all'Institute of Contemporary Arts, dove artisti come Eduardo Paolozzi e critici come Reyner Banham discutono di pubblicità, fantascienza e prodotti americani. Nel 1956 il collage di Richard Hamilton Just what is it that makes today's homes so different, so appealing?, una casa piena di elettrodomestici, culturisti e marchi commerciali, diventa il manifesto del nuovo gusto. L'anno dopo Hamilton descrive l'arte pop con una lista di parole che vale anche per il design: popolare, transitoria, sacrificabile, economica, prodotta in serie, giovane, spiritosa, sexy.

La plastica e i nuovi materiali

Il materiale simbolo del Pop design è la plastica: leggera, lavabile, colorata in massa, adatta alla produzione industriale. La Panton Chair del danese Verner Panton, una sedia a sbalzo a forma di S stampata in un solo pezzo, è considerata la prima sedia in plastica stampata in un unico elemento. Il finlandese Eero Aarnio disegna nel 1963 la Ball Chair, una sfera di vetroresina in cui ci si siede come in una capsula spaziale. Panton porta lo stesso spirito negli interni, con ambienti psichedelici in cui pareti, sedute e luci si fondono, come quelli per la casa editrice Spiegel di Amburgo (1969).

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Il Pop italiano

In Italia il Pop produce alcune delle sedute più famose del secolo. Nel 1967 Jonathan De Pas, Donato D'Urbino, Paolo Lomazzi e Carla Scolari disegnano per Zanotta la poltrona gonfiabile Blow, in PVC trasparente. Nel 1968 Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro inventano il Sacco, sempre per Zanotta: un grande sacco riempito di palline di polistirolo che prende la forma del corpo, il primo «pouf a sacco». Nel 1970 De Pas, D'Urbino e Lomazzi realizzano per Poltronova Joe, una poltrona a forma di gigantesco guanto da baseball dedicata al campione Joe DiMaggio, che ricorda le sculture morbide di Claes Oldenburg.

Dalla festa alla critica

Alla fine del decennio l'entusiasmo per i consumi lascia spazio alla critica. Molti giovani progettisti italiani usano il linguaggio pop per prendere in giro la società dei consumi invece di celebrarla: nasce così il Radical design. La crisi petrolifera del 1973, che fa salire il prezzo della plastica, chiude la stagione dell'ottimismo. Ma il Pop ha cambiato per sempre il design: ha dimostrato che un oggetto può essere ironico, effimero e gioioso, aprendo la strada al Postmoderno. Molti dei suoi pezzi, dalla Panton Chair al Sacco, sono ancora in produzione.

Fonti

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