PurplePrice Mag · · 2 min di lettura
Sito ufficiale pentagram.comPubblicità
Pentagram non è un'azienda che produce oggetti ma uno studio di design, tra i più influenti al mondo nella grafica e nella corporate identity. È famoso anche per come è organizzato: non ha amministratore delegato né consiglio di amministrazione, ma un gruppo di soci designer alla pari, che possiedono lo studio in parti uguali e ne guidano ognuno una squadra.
Da Fletcher/Forbes/Gill a Pentagram
Tutto comincia nel 1962, quando i grafici Alan Fletcher, Colin Forbes e Bob Gill aprono a Londra lo studio Fletcher/Forbes/Gill. Nel 1965 Gill se ne va e arriva l'architetto Theo Crosby, che nel 1956 aveva partecipato alla mostra This Is Tomorrow alla Whitechapel Gallery, considerata l'atto di nascita della Pop art britannica: un'esperienza di lavoro «orizzontale, tra pari» che vorrà ripetere. Nel 1972, con il grafico Mervyn Kurlansky e il designer industriale Kenneth Grange, i soci diventano cinque e lo studio prende il nome di Pentagram, come le cinque punte della stella.
Grafica, prodotti, architettura
Fin dall'inizio Pentagram unisce discipline diverse. Kenneth Grange, autore di elettrodomestici per Kenwood, rasoi Wilkinson Sword e macchine fotografiche Kodak, aveva appena disegnato la cabina del treno ad alta velocità InterCity 125 (1968). Alan Fletcher firma nel 1989 il logo del Victoria and Albert Museum, ancora in uso. Nel 1978 Colin Forbes apre l'ufficio di New York, dove arrivano poi Michael Bierut e Paula Scher: a lei si devono l'identità del Public Theater (1994), ispirata ai caratteri dei manifesti di strada, e il logo di Windows 8 (2012).
Pentagram oggi
Oggi lo studio ha sedi a Londra, New York, San Francisco, Berlino e Austin, e circa venticinque soci, che si rinnovano invitando periodicamente nuovi designer. Tra i suoi clienti ci sono stati Citibank, Saks Fifth Avenue, United Airlines, Warner Bros., la High Line di New York e la National Gallery of Art di Washington; accanto al lavoro commerciale, lo studio fa anche progetti gratuiti per organizzazioni senza scopo di lucro.
Fonti
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