PurplePrice Mag · · 2 min di lettura
Sito ufficiale driade.comPubblicità
Driade, che prende il nome dalle ninfe degli alberi della mitologia greca, è stata una delle prime aziende italiane di arredamento a guardare al mondo intero. Più che un catalogo di mobili, per decenni è stata una specie di laboratorio, dove designer di paesi e generazioni diverse potevano sperimentare forme e materiali insoliti.
Gli Astori
Driade nasce nel 1968 per iniziativa di Enrico Astori, che ne guida per decenni le scelte, insieme ad Antonia Astori, architetta. Antonia disegna i sistemi componibili di contenitori e librerie che caratterizzano i primi anni dell'azienda. Nel 1977 firma con Enzo Mari il sistema Bric, mobili modulari venduti in scatola di montaggio, da progettare e comporre da soli.
Enzo Mari e gli anni Settanta
Mari è uno degli autori più importanti di Driade. Nel 1979 la sua sedia Delfina, in tondino di metallo con seduta e schienale in tessuto, vince il Compasso d'Oro. Negli stessi anni lavorano per l'azienda anche Jonathan De Pas, Donato D'Urbino e Paolo Lomazzi, gli autori della poltrona gonfiabile Blow di Zanotta.
Starck e i designer del mondo
Negli anni Ottanta, sotto la regia di Enrico Astori, Driade diventa una delle aziende più internazionali del design italiano. Nel 1985 arriva il giovane Philippe Starck, che porta la sedia Costes (1984), a tre gambe, nata per il Café Costes di Parigi. Con lui lavorano per Driade il ceco Bořek Šípek, il giapponese Toyo Ito, Ron Arad, Alessandro Mendini e Achille Castiglioni. Nel 1995 nasce Driadestore, una collezione di oggetti e mobili più accessibili pensata per un pubblico giovane. Nel 2008 l'azienda riceve un nuovo Compasso d'Oro per il suo uso innovativo dello stampaggio rotazionale della plastica.
Driade oggi
Nel 2013 Driade è stata acquisita dal gruppo Italian Creation Group, e nel 2019 il designer Fabio Novembre ne è diventato direttore artistico. Alla fine del 2024 è entrata nel gruppo NEMO, insieme allo storico marchio di lampade FontanaArte.
Fonti
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