Kartell

Kartell

l'azienda milanese che ha portato la plastica nel salotto: dalla seggiolina di Zanuso e Sapper alla Louis Ghost di Starck

Foto di copertina: Barbaragerosa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

PurplePrice Mag · · 2 min di lettura

Sito ufficiale kartell.it

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Kartell è l'azienda che più di ogni altra ha fatto della plastica un materiale nobile per l'arredamento. Ha sede a Noviglio, alle porte di Milano, e dalle sue presse sono uscite alcune delle sedie, lampade e librerie più famose del design italiano.

Dagli accessori per auto alla casa

Kartell nasce nel 1949 per iniziativa dell'ingegnere chimico Giulio Castelli. All'inizio produce accessori per automobili e casalinghi in plastica, un materiale allora nuovo e guardato con sospetto. Negli anni Sessanta l'azienda entra nel mondo dell'arredamento, e lo fa con progettisti di primo piano. Nel 1964 la seggiolina per bambini K 1340 di Marco Zanuso e Richard Sapper, colorata, leggera e impilabile, vince il Compasso d'Oro. Poco dopo Joe Colombo disegna la sedia impilabile Universale (1965-1967), interamente in materiale plastico.

Dalla metà degli anni Sessanta collabora con Kartell anche Anna Castelli Ferrieri, architetta e moglie del fondatore. I suoi elementi componibili in plastica, contenitori cilindrici da impilare a piacere, diventano uno dei simboli dell'azienda; nel 1987 la sua sedia 4870 vince il Compasso d'Oro.

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Il MoMA e la crisi

La consacrazione internazionale arriva nel 1972 con la mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York, dove Kartell presenta pezzi di Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Zanuso e Sapper, poi entrati nella collezione del museo. Negli anni Ottanta però il pubblico torna a preferire i mobili artigianali in legno e l'azienda attraversa un periodo difficile.

La rinascita con Claudio Luti

Nel 1988 Kartell viene rilevata da Claudio Luti, genero di Castelli, che arriva dal mondo della moda. Luti chiama designer di fama internazionale come Antonio Citterio, Ron Arad, Vico Magistretti, Piero Lissoni e soprattutto Philippe Starck. Nascono la libreria flessibile Bookworm di Arad, le sedute Maui di Magistretti e la sedia trasparente La Marie di Starck, la prima sedia in policarbonato trasparente. Il suo successore è la Louis Ghost dei primi anni Duemila, una poltroncina Luigi XVI trasparente stampata in un solo pezzo, diventata una delle sedie di design più vendute al mondo.

Nel 1999 l'azienda ha aperto il Museo Kartell nella sede di Noviglio, con oltre mille oggetti prodotti dalla fondazione a oggi. Negli ultimi anni hanno lavorato per Kartell anche Patricia Urquiola, Marcel Wanders, i fratelli Bouroullec e Tokujin Yoshioka.

Fonti

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