Moooi

Moooi

il marchio olandese di Marcel Wanders: lampade a forma di cavallo, sedie bruciate e un design che vuole stupire

Foto di copertina: smow blog, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

PurplePrice Mag · · 2 min di lettura

Sito ufficiale moooi.com

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Moooi è il marchio olandese che, all'inizio del Duemila, ha portato nel design un gusto per la meraviglia, l'ironia e il lusso teatrale. Le sue collezioni di lampade, mobili, tappeti e carte da parati sono riconoscibili al primo sguardo: oggetti che raccontano una storia e che vogliono, prima di tutto, sorprendere.

Una «o» in più

Moooi nasce nel 2001 dall'incontro tra il designer Marcel Wanders e l'imprenditore Casper Vissers, a cui Wanders si era rivolto per vendere un suo paralume. Wanders era già noto per la Knotted Chair (1996), una sedia fatta di corda annodata e irrigidita con resina, simbolo del design olandese degli anni Novanta. Il nome viene dalla parola olandese mooi, «bello», con una «o» in più: per distinguersi, ma anche perché il dominio mooi.com era già occupato. L'obiettivo è lavorare con designer fuori dagli schemi. Wanders ne diventa direttore artistico.

Gli oggetti

Moooi debutta nello stesso 2001 al Salone del Mobile di Milano, con le foto di Erwin Olaf, e diventa presto famosa per pezzi come:

  • la Random Light di Bertjan Pot, una sfera di fibra di vetro avvolta a caso, che si accende come un gomitolo luminoso;
  • la serie Smoke di Maarten Baas: mobili classici bruciati con il cannello e poi protetti con resina, belli proprio perché carbonizzati;
  • la Horse Lamp del collettivo svedese Front, un cavallo nero a grandezza naturale che regge una lampada;
  • gli oggetti dello stesso Wanders, tra barocco e fiaba.

Proprietà e presente

Tra il 2006 e il 2012 il 50% di Moooi è stato di B&B Italia; poi i fondatori ne hanno ripreso il controllo. La sede è a Breda, nei Paesi Bassi, con negozi e showroom ad Amsterdam, Londra e New York, e i prodotti sono venduti in oltre ottanta paesi. Il gusto per l'eccesso e il racconto lega Moooi alla tradizione del Postmoderno, ma con lo spirito di oggi.

Fonti

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