De Stijl

De Stijl

linee rette e colori primari: l'avanguardia olandese nata nel 1917

PurplePrice Mag · · 2 min di lettura

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De Stijl («lo stile», in olandese) è il movimento artistico nato nei Paesi Bassi nel 1917 attorno all'omonima rivista, fondata da Theo van Doesburg con Piet Mondrian. Pittori, architetti e designer cercavano un linguaggio universale, ridotto all'essenziale, valido allo stesso modo per un quadro, un mobile o una casa.

I protagonisti

Al gruppo iniziale appartenevano i pittori Bart van der Leck, Vilmos Huszár e Georges Vantongerloo e gli architetti J.J.P. Oud, Jan Wils e Robert van 't Hoff. Nel 1918 si unisce al movimento l'ebanista e architetto Gerrit Rietveld, che ne porterà le idee negli oggetti e nell'architettura.

Il neoplasticismo

Mondrian chiamò questa ricerca Nieuwe Beelding, il neoplasticismo. Il vocabolario è rigorosissimo: solo linee rette orizzontali e verticali, superfici rettangolari, i tre colori primari (rosso, giallo e blu) insieme a bianco, nero e grigio. Niente decorazione e niente imitazione della natura: la composizione nasce dall'equilibrio tra linee, superfici e colori.

La sedia rossa e blu e la casa Schröder

La sedia rossa e blu di Rietveld è il manifesto del movimento in forma di oggetto: progettata nel 1918 in legno naturale, prende i colori che la rendono celebre all'inizio degli anni Venti. Listelli, sedile e schienale restano elementi distinti, che si incrociano senza fondersi.

Nel 1924 Rietveld costruisce a Utrecht la casa Rietveld Schröder, l'unico edificio realizzato interamente secondo i principi di De Stijl, con pareti scorrevoli che trasformano lo spazio interno. Dal 2000 è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

La diagonale e la fine del gruppo

A metà degli anni Venti van Doesburg propone l'elementarismo, che introduce la linea diagonale per dare dinamismo alla composizione. Mondrian, fedele all'ortogonalità, rompe con il gruppo. Van Doesburg intanto diffonde le idee di De Stijl in Germania, con i corsi tenuti a Weimar nel 1921-22 accanto al Bauhaus, e in Francia, con gli interni dell'Aubette di Strasburgo (1929), realizzati con Sophie Taeuber-Arp e Jean Arp.

Con la morte di van Doesburg, a Davos nel 1931, il movimento si scioglie. La sua eredità però è ovunque: nella grafica, nell'architettura moderna e in tanti oggetti che ancora oggi giocano con linee nette e colori primari.

Fonti

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