École de Nancy

École de Nancy

vetri, mobili e lampade ispirati a fiori, insetti e piante: l'Art Nouveau della Lorena di Émile Gallé, Louis Majorelle e dei fratelli Daum

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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L'École de Nancy (Scuola di Nancy) è il gruppo di artisti, artigiani e industriali che, tra il 1890 e il 1914, fa della città di Nancy, in Lorena, una delle capitali dell'Art Nouveau. Vetri, mobili, ceramiche, gioielli e vetrate prendono la forma di fiori, foglie, libellule e farfalle: la natura diventa la fonte principale d'ispirazione, studiata con occhio da botanico e trasformata in decorazione.

Una città di confine

La nascita della scuola è legata alla storia. Dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana del 1870, l'Alsazia e gran parte della Lorena passano all'Impero tedesco, mentre Nancy resta francese. Molti artisti, artigiani, insegnanti e imprenditori lasciano le zone occupate e si trasferiscono in città, che conosce un periodo di grande crescita economica e culturale. Le arti decorative diventano anche un modo per affermare l'identità francese della regione.

L'Alleanza provinciale delle industrie d'arte

La scuola viene organizzata ufficialmente nel 1901: il 13 febbraio ne vengono pubblicati gli statuti, con il nome di «Alleanza provinciale delle industrie d'arte». Il comitato fondatore è formato da Émile Gallé, che ne è il presidente, dall'ebanista Louis Majorelle, dal vetraio Antonin Daum e dall'ebanista Eugène Vallin. L'obiettivo è ambizioso: produrre in serie oggetti d'uso quotidiano, mobili, vetri, ceramiche, con un'alta qualità artigianale e forme originali, per portare l'arte nelle case di tutti.

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Gallé, Daum e Majorelle

Il protagonista è Émile Gallé (1846-1904), vetraio, ceramista ed ebanista, appassionato di botanica e di arte giapponese. Con le tecniche del vetro a più strati, inciso e cammeo, crea vasi e lampade in cui fiori e insetti sembrano emergere dalla materia. Già alla fine degli anni Ottanta guida un'azienda con oltre trecento dipendenti, e all'Esposizione universale di Parigi del 1900 raggiunge l'apice della fama. Uomo di grande impegno civile, nel 1898 si schiera tra i primi in difesa di Alfred Dreyfus. Accanto a lui la cristalleria dei fratelli Daum si propone di applicare in modo industriale i principi dell'arte decorativa, mentre Louis Majorelle realizza mobili in legni pregiati con applicazioni in bronzo dorato a forma di ninfee e orchidee. La sua casa, la Villa Majorelle (1901-1902), progettata da Henri Sauvage con vetrate di Jacques Gruber e ceramiche di Alexandre Bigot, è un manifesto dello stile.

Fine ed eredità

La morte di Gallé nel 1904 e poi la Prima guerra mondiale segnano la fine della stagione d'oro, e negli anni Venti il gusto si sposta verso l'Art Déco. Ma l'École de Nancy resta uno degli esempi più alti di collaborazione tra arte, artigianato e industria, accanto al movimento Arts and Crafts e al Jugendstil. Le sue opere si possono ammirare oggi al Musée de l'École de Nancy e al Musée d'Orsay di Parigi, e la cristalleria Daum è ancora attiva.

Fonti

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