Good Design

Good Design

le mostre del MoMA degli anni Cinquanta e l'idea che il buon design sia semplice, onesto, durevole e alla portata di tutti

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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Good Design, «buon design», è il nome di una serie di mostre organizzate dal Museum of Modern Art di New York tra il 1950 e il 1955 e, più in generale, di un'idea che ha dominato il dopoguerra in Europa e in America: che esista un design «giusto», fatto di forme semplici, funzionali, oneste nei materiali e durevoli, e che il compito di musei, scuole e governi sia insegnare al pubblico a riconoscerlo e a sceglierlo.

Le mostre del MoMA e del Merchandise Mart

Il programma Good Design nasce dall'iniziativa di Edgar Kaufmann Jr., direttore del dipartimento di design industriale del MoMA. Figlio del proprietario di un grande magazzino di Pittsburgh, per cui Frank Lloyd Wright aveva costruito Fallingwater, Kaufmann conosce bene il commercio: già nel 1940 aveva proposto al museo il concorso Organic Design in Home Furnishings, vinto da Charles Eames ed Eero Saarinen. Per Good Design il MoMA si allea con il Merchandise Mart di Chicago, l'enorme centro dove i produttori di arredi presentano le novità ai negozianti. Ogni anno una selezione di mobili, lampade, stoviglie, tessuti ed elettrodomestici, scelti tra i prodotti realmente in vendita, viene esposta a Chicago e a New York. L'obiettivo non è celebrare pezzi unici, ma orientare il gusto dei consumatori e le scelte dei produttori verso un moderno accessibile, quello di Charles e Ray Eames, dell'Organic design e del design scandinavo.

Una battaglia contro lo styling

Dietro Good Design c'è una polemica precisa: quella contro lo styling commerciale americano, le cromature e le forme aerodinamiche dello Streamlining applicate solo per vendere, le pinne delle automobili cambiate ogni anno. Il buon design, al contrario, deriva dalla tradizione del Deutscher Werkbund, del Bauhaus e del Funzionalismo: la forma nasce dalla funzione, l'ornamento superfluo è da evitare, un buon oggetto non passa di moda.

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Gute Form, Council of Industrial Design, Compasso d'Oro

Negli stessi anni la stessa idea si diffonde ovunque. In Germania si parla di Gute Form: il termine si afferma con il libro Die gute Form di Max Bill (1957) e diventa il modello della Braun e della scuola di Ulm. Nel Regno Unito il Council of Industrial Design, fondato nel 1944 e oggi Design Council, organizza nel 1946 la mostra Britain Can Make It e apre nel 1956 il Design Centre di Londra, dopo l'esperienza dell'Utility Furniture del tempo di guerra. In Italia nasce nel 1954 il Compasso d'Oro, promosso dalla Rinascente su idea di Gio Ponti e Alberto Rosselli; in Giappone, nel 1957, il marchio G-Mark.

Critiche ed eredità

Già alla fine degli anni Sessanta il Good Design viene accusato di essere dogmatico, freddo e borghese: il Pop design, il Radical design e poi il Postmoderno rivendicano il colore, l'ironia, il kitsch, il diritto al cattivo gusto. Eppure l'idea non è mai scomparsa. I dieci principi del buon design di Dieter Rams, il designer della Braun, che si chiudono con «il meno design possibile», in tedesco Weniger, aber besser, «meno, ma meglio», sono ancora oggi un riferimento, e hanno ispirato prodotti come quelli di Apple. E i premi nati in quegli anni continuano a dire, ogni anno, che cosa sia un buon progetto.

Fonti

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