Green design

Green design

progettare pensando all'intero ciclo di vita di un oggetto: materiali, energia, durata, riparazione e riciclo, da Victor Papanek all'economia circolare

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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Il Green design, o design ecologico, è il modo di progettare che mette al centro l'impatto ambientale degli oggetti lungo tutto il loro ciclo di vita: dall'estrazione delle materie prime alla produzione, dal trasporto all'uso, fino allo smaltimento. Un oggetto «verde» consuma meno materiali ed energia, dura a lungo, si può riparare, smontare e riciclare. Più che uno stile è un atteggiamento, che oggi riguarda ogni campo del progetto.

Le origini: gli anni Sessanta e Settanta

La coscienza ambientale moderna nasce nel 1962 con Silent Spring («Primavera silenziosa») della biologa americana Rachel Carson, che denuncia i danni dei pesticidi come il DDT e dà origine al movimento ecologista. Nel mondo del progetto i pionieri sono l'inventore Buckminster Fuller, preoccupato per le risorse limitate della Terra, l'architetto paesaggista Ian McHarg con Design with Nature (1969) e soprattutto Victor Papanek. Nel suo libro Design for the Real World (1971), tradotto in oltre ventiquattro lingue, Papanek accusa il design industriale di creare «nuove specie di spazzatura permanente» e di inquinare l'aria, e afferma che il progettista è responsabile di quasi tutti i nostri errori ambientali. Per dimostrare un'alternativa progetta una radio a transistor fatta con barattoli di latta e alimentata dal calore di una candela, pensata per i paesi poveri. Le sue idee si legano a quelle del Design morale e del Craft Revival.

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Sviluppo sostenibile ed economia circolare

Nel 1987 il rapporto Our Common Future delle Nazioni Unite, detto rapporto Brundtland, definisce lo sviluppo sostenibile come quello che «soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri». Anche i maestri del Good Design inseriscono l'ambiente tra i criteri del buon progetto: tra i dieci principi di Dieter Rams, il designer della Braun, uno dice che il buon design «rispetta l'ambiente». Nel 2002 il chimico tedesco Michael Braungart e l'architetto americano William McDonough pubblicano Cradle to Cradle, «dalla culla alla culla»: alla fine della loro vita i prodotti devono diventare «nutrienti biologici», che tornano alla natura, o «nutrienti tecnici», che rientrano nella produzione. È l'idea alla base dell'economia circolare.

Strumenti e leggi

Oggi il design ecologico usa strumenti precisi, come l'analisi del ciclo di vita (LCA), che misura l'impatto di un prodotto in ogni fase e aiuta a scegliere materiali e processi. Le regole sono diventate legge: la direttiva europea sull'ecodesign, nata nel 2005 e ampliata nel 2009, fissa requisiti ambientali obbligatori per i prodotti che consumano energia, e ha portato per esempio all'abbandono graduale delle lampadine a incandescenza; dal 2025 smartphone e tablet venduti nell'Unione devono rispettare requisiti di durata, riparabilità e aggiornamento. Nel 2024 l'Unione ha approvato anche una direttiva sul diritto alla riparazione.

Il design verde oggi

Materiali riciclati e riciclabili, plastiche di origine vegetale, legno certificato, prodotti monomateriale facili da separare, imballaggi ridotti, oggetti modulari che si riparano invece di essere buttati: il Green design ha cambiato il modo di lavorare di aziende e progettisti. Resta però aperta una questione di fondo, già al centro del lavoro di Papanek: il prodotto più ecologico è spesso quello che dura di più, o quello che non serve produrre affatto.

Fonti

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