Design morale
Luca Perlini e la progettazione onesta
Luca Perlini · · 5 min di lettura
1. Cultura materiale e artigianato
L'artigianato preserva la cultura materiale e la sua pratica può essere considerata anche una forma di meditazione.
La cultura non è solo quella delle parole scritte nei libri. I nostri predecessori ci parlano e ci tramandano conoscenze anche attraverso le loro opere materiali. Una panca d'arredo ecclesiastico settecentesca ci dice molto del mondo che l'ha generata: nella sua forma si legge la mentalità di chi l'ha ideata, nelle sue tavole di legno la tecnologia disponibile, nelle soluzioni costruttive l'esperienza di chi l'ha assemblata.
Nell'artigianato il rapporto con la natura diventa diretto e l'esperienza ne insegna le regole imprescindibili. L'artigiano oggi può scegliere di usare i tradizionali materiali onesti oppure quelli travestiti.
I materiali onesti sono quelli che si mostrano secondo la loro stessa natura; quelli travestiti, invece, attraverso processi di trasformazione appaiono con una natura diversa dalla propria. Una tavola di noce sarà quindi un materiale onesto, mentre un pannello nobilitato in laminato finto legno sarà un materiale travestito.
Questa distinzione è fondamentale quando la progettazione è orientata alla ricerca della qualità e dell'onestà: la qualità non ha mai bisogno di essere nascosta, la mediocrità sempre.
Il rapporto tra qualità e verità è imprescindibile. Le bugie visive restano inganni; bisogna invece capire che non esistono materiali nobili, ma solo materiali adeguati alle esigenze del progetto. Una pentola con il manico d'oro posta sul fuoco ci ustionerebbe la mano nel tentativo di afferrarla, mentre una con un umile manico di legno assolverebbe il suo scopo.
Nel corso della storia si contano molti tentativi di unire critica sociale e teoria del progetto: l'Arts and Crafts di William Morris, gli obiettivi sociali agli albori del Movimento Moderno, il design morale come mezzo per migliorare la società attraverso l'ambiente domestico nel design scandinavo.
Oggi, però, oltre a questi obiettivi sociali e morali dobbiamo considerare anche altri aspetti, legati all'ecologia e ai modi in cui consumiamo i prodotti.
2. Ecologia, consumo e qualità
La ricerca dell'equilibrio ambientale è un'esigenza che deve spingerci a rivedere le basi del sistema e a migliorarlo, attraverso la ricerca della verità.
Bisogna eliminare i peccati morali contenuti nei progetti e nei comportamenti di consumo compulsivo: l'avidità che danneggia molto e fa guadagnare poco, che si incarna per esempio nella pratica dell'obsolescenza programmata; la menzogna della rincorsa, la moda del modello aggiornato, che fa sostituire prodotti ancora funzionanti; l'uso senza rispetto degli oggetti, che porta a consumi inutili ed eccessivi.
Serve proporre una nuova morale, più consapevole. Ogni prodotto dovrebbe essere corredato di indicazioni per la manutenzione programmata, così da mantenere la massima efficienza, ed essere progettato per essere riparato. Bisogna praticare la conservazione attraverso il restauro.
Le testimonianze del passato ci raccontano di un mondo in cui i prodotti erano spesso fatti per durare ed essere riparati. Non è raro trovare mobili di due o trecento anni fa, in legno, frutto di tutta la sapienza tecnica accumulata nei secoli. Gli sforzi per produrre senza macchinari specializzati e senza automazione erano immensi, e proprio per questo finalizzati a creare qualità.
La qualità dura nel tempo. L'impegno migliora lo spirito dell'uomo: il lavoro nobilita l'uomo.
3. Progettare il prodotto
Archè, primigenio. Tecton, fabbricatore.
L'architetto è quindi il primo dei fabbricatori: sulla base della fisica, cioè della natura delle cose materiali, e della propria morale, o metafisica, definisce l'ordine delle cose.
Industriale e artigianale, digitale e analogico: questi elementi possono sembrare in antitesi, ma sono solo gli strumenti che l'artigiano architetto usa per dare forma al progetto. Architettura è ordine. La funzionalità è uno degli aspetti alla base della forma degli oggetti.
Le forme degli oggetti, le configurazioni spaziali che possono assumere, sono limitate: la teoria dei solidi platonici ce ne mostra in un modello schematico le possibilità. Una forma può assolvere più funzioni.
La natura è immutabile, quindi è la mente dell'uomo a definire il progetto. Gli oggetti che assolvono la stessa funzione si modificano nel tempo, si specializzano, si perfezionano. La concezione personale e il periodo storico influenzano i risultati. Nel Rinascimento l'unità delle arti e dei saperi ha prodotto un progresso repentino, e molte idee rimaste allo stato di progetto erano profetiche.
Per l'architetto gli strumenti di studio restano sempre lo schizzo, il disegno, il modello e la realizzazione, che serve da verifica. Il simbolo e il colore sono riferimenti ad aspetti spirituali e sintesi di concetti ideali, in rapporto diretto con la decorazione, che può essere accidentale o sovrapposta.
Accidentale, quando la forma di un oggetto coincide, volontariamente o no, con una forma simbolica.
Sovrapposta, quando sulla forma viene applicata una decorazione qualsiasi. Anche colorare un oggetto è quindi una forma di decorazione sovrapposta.
Le stesse trame superficiali dei materiali, sia onesti sia travestiti, vanno considerate una forma di decorazione e uno strumento espressivo.
L'effetto del tempo e dell'uso sugli oggetti crea il carattere del vissuto e va assolutamente considerato e progettato. La rappresentazione del progetto e l'illustrazione del prodotto sono fattori commerciali importantissimi, che influiscono sull'efficacia della comunicazione e del racconto, quello che in inglese si chiama storytelling.
Più un oggetto evoca l'archetipo, cioè la forma e la funzione originarie che idealmente dovrebbe avere, più è riconoscibile dai clienti. I clienti sono più propensi ad acquistare ciò che conoscono piuttosto che a provare ciò che non conoscono. La strategia evolutiva predilige il percorso di minore resistenza, perché permette di risparmiare energie, e quindi tende sempre verso il conosciuto: da qui l'importanza della pubblicità e del racconto.
15 marzo 2021
Luca Perlini
4. Esempi di progetto
Portaombrelli in alluminio: riciclabile, robusto, ricavato da un solo pezzo, modulare, personalizzabile.
Attaccapanni Equilibrio: riferimenti al minimalismo e all'arte povera, solidità costruttiva, attenzione all'impatto ambientale e alla manutenzione, personalizzazione.
Letto a baldacchino: il progetto degli oggetti ingombranti nell'era del commercio elettronico.
Tavolo Elle: robustezza, onestà dei materiali, facilità di spedizione, dimensioni e finiture personalizzabili.