Art Déco

Art Déco

geometria, lusso e modernità tra le due guerre

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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L'Art Déco è lo stile che segna l'architettura, l'arredamento e la grafica tra le due guerre mondiali. Nasce a Parigi negli anni Dieci, poco prima della Grande Guerra, vive il suo momento di gloria negli anni Venti e, negli Stati Uniti, prosegue per tutti gli anni Trenta. Esprime il lusso, l'eleganza e la fiducia nel progresso della nuova società moderna.

Il nome

Il nome viene dall'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne, tenuta a Parigi nel 1925: per questo si parla anche di «stile 1925». Ma l'espressione «Art Déco» si afferma solo molto più tardi, negli anni Sessanta, con la mostra del Musée des Arts Décoratifs di Parigi del 1966 e il libro dello storico inglese Bevis Hillier del 1968.

Le caratteristiche

Dopo le linee sinuose dell'Art Nouveau, l'Art Déco sceglie la geometria: zigzag, scacchiere, motivi a raggiera, forme a gradoni, volumi netti. Unisce materiali preziosi, come ebano, avorio, lacca, pelle di squalo e legni intarsiati, a materiali nuovi come l'acciaio cromato, l'alluminio e la plastica. Le fonti d'ispirazione sono le più varie: le forme geometriche della Secessione viennese, il cubismo, i Balletti russi, l'arte egizia, tornata di moda con la scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922, l'arte africana e precolombiana.

I protagonisti in Francia

  • Jacques-Émile Ruhlmann, l'ebanista dei mobili più raffinati, realizzati in pochi esemplari con legni pregiati;
  • Jean Dunand, maestro della lacca, e Edgar Brandt, del ferro battuto;
  • René Lalique, con i suoi vetri, e le grandi maison di gioielleria come Cartier;
  • Eileen Gray, designer di mobili e interni;
  • Cassandre, autore di celebri manifesti pubblicitari.

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I grattacieli americani

Negli Stati Uniti l'Art Déco diventa lo stile della metropoli: il Chrysler Building (1930) e l'Empire State Building a New York, il Rockefeller Center, i cinema e gli hotel di Miami Beach, che conserva la più grande concentrazione di edifici Art Déco al mondo. Negli anni Trenta lo stile si fa più liscio e aerodinamico, con lo Streamline Moderne: curve morbide, superfici lucide, linee orizzontali che evocano la velocità. Tra i suoi interpreti ci sono designer industriali come Raymond Loewy e Henry Dreyfuss.

In Italia

Dal 1923 Gio Ponti, che una trentina d'anni dopo avrà l'idea del Compasso d'Oro, è direttore artistico della manifattura di porcellane Richard-Ginori: con le sue ceramiche vince il Grand Prix all'Esposizione di Parigi del 1925. Segni dell'Art Déco si trovano in molte architetture italiane del periodo, dal quartiere Coppedè a Roma alla Stazione Centrale di Milano.

Il declino

Con la Grande Depressione lo stile diventa più sobrio; dopo la Seconda guerra mondiale cede il passo al funzionalismo del Movimento Moderno e dell'International Style, e viene a lungo liquidato come decorativo e un po' kitsch. La rivalutazione arriva proprio negli anni Sessanta, quando lo stile riceve finalmente il suo nome.

Fonti

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