Craft Revival

Craft Revival

la riscoperta del fatto a mano nel secondo dopoguerra: ceramisti, vetrai e mobilieri che lavorano nel proprio studio, contro l'anonimato della produzione di massa

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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Con Craft Revival, «rinascita dell'artigianato», si indica il ritorno d'interesse per gli oggetti fatti a mano che attraversa l'Europa e l'America dal dopoguerra in poi, con il suo culmine tra gli anni Sessanta e Settanta. Ceramisti, vetrai, tessitori, orafi e mobilieri lavorano nel proprio laboratorio, spesso da soli, realizzando pezzi unici o piccole serie dall'inizio alla fine. È la nascita di quello che gli inglesi chiamano studio craft: un artigianato d'autore, a metà strada tra l'arte e il design, nato come risposta all'anonimato della produzione industriale.

Le radici: Arts and Crafts e Bernard Leach

Il modello è il movimento Arts and Crafts di fine Ottocento, con la sua difesa del lavoro manuale e del singolo artefice, rimasta viva in America con comunità come i Roycrofters. Il ponte verso il Novecento è il ceramista inglese Bernard Leach, che dopo anni in Giappone apre nel 1920 la Leach Pottery a St Ives, in Cornovaglia, con il giapponese Shoji Hamada. Il suo A Potter's Book (1940) diventa la bibbia di generazioni di ceramisti e diffonde in Occidente l'ideale giapponese del mingei, l'arte popolare fatta di oggetti semplici e quotidiani. Accanto a lui lavorano a Londra due rifugiati austro-tedeschi, Lucie Rie e Hans Coper, che portano nella ceramica il rigore moderno.

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Vetro, legno e argilla in America

Negli Stati Uniti il Craft Revival prende forme nuove. Nel 1962 Harvey Littleton e il chimico Dominick Labino organizzano al Toledo Museum of Art un laboratorio in cui per la prima volta il vetro viene soffiato con un piccolo forno alla portata di un artista: nasce il movimento del vetro di studio, da cui uscirà Dale Chihuly. In California Peter Voulkos trasforma la ceramica in scultura espressionista astratta. Nel legno, George Nakashima, dal suo laboratorio di New Hope in Pennsylvania, esalta nodi e venature delle grandi tavole, e Wendell Castle inventa negli anni Sessanta la tecnica della laminazione a strati, che gli permette di scolpire mobili dalle forme biomorfe. Nel 1969 la mostra OBJECTS:USA, inaugurata alla Smithsonian Institution, consacra il movimento e mette in discussione la vecchia gerarchia tra arte e artigianato.

Istituzioni e scuole

Nel Regno Unito nel 1971 nasce il Crafts Advisory Committee, che dal 1979 si chiamerà Crafts Council: il suo primo presidente è Gordon Russell, l'uomo dell'Utility Furniture. Il mobiliere John Makepeace apre nel 1977 a Parnham House, nel Dorset, una scuola che unisce progetto, lavorazione e gestione d'impresa. Musei, gallerie e fiere dedicate all'artigianato contemporaneo si moltiplicano.

Dal Craft Revival a oggi

Il Craft Revival è legato alla controcultura degli anni Sessanta e Settanta, al desiderio di un lavoro più libero e di un rapporto diretto con i materiali. Dagli anni Novanta il confine tra design e artigianato si fa sempre più sottile: designer come Humberto e Fernando Campana fondono tecniche artigianali e produzione industriale, e il fatto a mano torna al centro anche per ragioni ecologiche, come mostra il Green design. Oggi, tra laboratori indipendenti, piccole serie e nuove tecnologie come la stampa 3D, l'idea che un oggetto porti il segno di chi lo ha fatto è più viva che mai.

Fonti

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