PurplePrice Mag · · 3 min di lettura
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Moderne è il termine con cui, tra gli anni Venti e Trenta, si indicava il nuovo stile «moderno» di architettura, arredamento e oggetti che oggi chiamiamo Art Déco. All'epoca lo stile non aveva un nome unico: si parlava di style moderne, modernistic o style contemporain. Il nome Art Déco si afferma solo molto più tardi, a partire dall'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne di Parigi del 1925. Ancora oggi, soprattutto nei paesi di lingua inglese, «Moderne» indica in particolare la versione più semplificata e geometrica dello stile, diffusa negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Dal lusso parigino alla macchina
A Parigi lo stile moderno nasce come arte di lusso: i mobili di Émile-Jacques Ruhlmann, le lacche di Jean Dunand, i vetri di René Lalique, con legni pregiati, avorio e lavorazioni artigianali raffinate. Dal 1925 in poi, però, lo stile si lascia sempre più ispirare dalle macchine nuove, dirigibili, automobili e transatlantici, e diventa più essenziale. È questa la strada che porta al Moderne vero e proprio: meno ornamenti, più geometria, più metallo e vetro.
Zigzag Moderne: i grattacieli
Negli Stati Uniti la prima fase, detta anche Zigzag o Jazz Moderne, è verticale e decorativa: motivi a gradoni, raggi, fasce spezzate. Il simbolo è il Chrysler Building di William Van Alen a New York (1930), per undici mesi l'edificio più alto del mondo, con la guglia in acciaio inossidabile e, sulla facciata, aquile e riproduzioni dei tappi dei radiatori Chrysler. Anche l'arredo segue i grattacieli: Paul T. Frankl crea i suoi mobili «Skyscraper» a gradoni, e Donald Deskey disegna gli interni del Radio City Music Hall.
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Streamline Moderne e «stile paquebot»
Negli anni Trenta, con la Grande Depressione, la linea diventa orizzontale e aerodinamica: è lo Streamline Moderne, fratello architettonico dello Streamlining industriale. Angoli arrotondati, finestre a nastro e oblò, muri di vetrocemento, tetti piatti, rifiniture cromate e colori chiari o pastello si ritrovano in stazioni, terminal, cinema, tavole calde e alberghi. In Francia lo si chiama style paquebot, «stile transatlantico», ispirato al Normandie, varato nel 1932 ed entrato in servizio nel 1935, il cui salone da pranzo di prima classe, illuminato da colonne di vetro Lalique, era il più grande ambiente mai costruito su una nave. Esempi celebri sono le stazioni della metropolitana di Londra di Charles Holden e la città di Napier, in Nuova Zelanda, ricostruita in stile Art Déco e Moderne dopo il terremoto del 1931.
Miami Beach e l'eredità
La più grande raccolta di edifici di questo tipo al mondo si trova nel quartiere di South Beach a Miami Beach: hotel ed edifici bianchi e pastellolo costruiti per lo più tra la Depressione e i primi anni Quaranta, protetti come distretto storico dal 1979. Il Moderne è stato a lungo considerato dai sostenitori del Movimento Moderno e dell'International Style uno stile commerciale e superficiale. Riscoperto nella seconda metà del Novecento, oggi è amato proprio per il suo ottimismo: l'idea di un futuro veloce, luminoso e accessibile a tutti.
Fonti
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