Futurismo

Futurismo

velocità, macchine e città moderne: il movimento di Marinetti che dal 1909 volle «ricostruire l'universo», dai mobili ai vestiti, dalla grafica alla cucina

PurplePrice Mag · · 3 min di lettura

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Il Futurismo è la prima grande avanguardia italiana e una delle più influenti del Novecento. Fondato a Milano dal poeta Filippo Tommaso Marinetti, rifiuta il passato, i musei e la tradizione per celebrare la velocità, la macchina, l'elettricità e la città moderna. Più di ogni altro movimento del suo tempo, il Futurismo vuole portare l'arte in ogni aspetto della vita: per questo è fondamentale anche nella storia del design.

Il manifesto del 1909

Il Manifesto del Futurismo esce il 5 febbraio 1909 sulla Gazzetta dell'Emilia e il 20 febbraio 1909 in prima pagina su Le Figaro di Parigi. Contiene frasi destinate a scandalizzare, come quella secondo cui un'automobile da corsa è più bella della Vittoria di Samotracia. A Marinetti si uniscono presto i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini e il musicista Luigi Russolo, che inventa una musica fatta di rumori. Seguono decine di manifesti: sulla pittura, la scultura, la musica, il teatro, la moda, la cucina. Tra il 1912 e il 1914 l'architetto Antonio Sant'Elia disegna la Città Nuova, una metropoli di grattacieli, ascensori e strade sovrapposte pensata come una macchina efficiente: non verrà mai costruita, ma influenzerà architetti e registi per tutto il secolo.

Ricostruire l'universo

Nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero firmano il manifesto Ricostruzione futurista dell'universo: l'arte deve uscire dai quadri e trasformare tutto, giocattoli, mobili, vestiti, oggetti di casa. Balla arreda la sua casa di Roma con mobili dipinti a colori vivaci e linee dinamiche. Nel 1919 Depero apre a Rovereto la Casa d'arte futurista, un laboratorio che produce giocattoli, arazzi e mobili in stile futurista. Nel 1920 Thayaht disegna la TuTa, un abito intero a forma di T, semplice ed economico, da confezionare in casa: secondo la tradizione, è da qui che viene la parola «tuta».

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Grafica e pubblicità

Il contributo più duraturo dei futuristi riguarda forse la grafica. Con le «parole in libertà» Marinetti rompe la pagina tradizionale: caratteri di dimensioni diverse, righe oblique, onomatopee. Nel 1927 Depero pubblica Depero futurista, il celebre «libro imbullonato», rilegato con due bulloni di metallo. Tra il 1925 e il 1939 crea anche molte pubblicità per Campari, e nel 1932 disegna la bottiglietta conica del Campari Soda, ancora oggi in produzione e simbolo del design italiano. Nel 1930 i futuristi lanciano persino un manifesto della cucina futurista, che propone piatti scultorei e dichiara guerra alla pastasciutta.

Eredità

Il Futurismo paga un prezzo alto alla Prima guerra mondiale, che esalta come «igiene del mondo»: Boccioni e Sant'Elia muoiono nel 1916. Nel dopoguerra il movimento si lega al fascismo, e questo ne ha a lungo oscurato il ruolo. Ma la sua idea che l'arte debba entrare nella vita quotidiana, la passione per la tecnologia e la velocità, la grafica dinamica hanno influenzato le altre Avanguardie, il Costruttivismo russo, il Razionalismo italiano e la pubblicità moderna.

Fonti

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