Peter Behrens
(1868-1940) designer, architetto, grafico e artista
Luca Perlini · · 3 min di lettura
Peter Behrens nasce ad Amburgo nel 1868. Studia pittura alla Scuola d'arte di Karlsruhe dal 1886 al 1889 e poi a Düsseldorf, privatamente, con Ferdinand Brütt.
Nel 1890 visita l'Olanda prima di stabilirsi a Monaco di Baviera.
Membro della Secessione di Monaco, è tra gli artisti più radicali della sua generazione. Nel 1897, dopo un viaggio in Italia, è tra i fondatori delle Vereinigte Werkstätten für Kunst im Handwerk di Monaco.
Disegna copertine per le riviste letterarie dello scrittore Otto Julius Bierbaum, come Die Insel (1899), Der bunte Vogel (1899) e Pan im Busch (1901).
Dal 1898 si dedica al design e negli anni seguenti si interessa di grafica e tipografia, creando nuovi caratteri tipografici, tra cui la "Behrens-Schrift".
Dal 1899 al 1903 lavora nella neonata colonia degli artisti di Darmstadt, chiamato dal granduca Ernesto Luigi d'Assia.
Il 1901 segna il suo passaggio definitivo alle arti applicate: abbandona la pittura e inizia la carriera di architetto.
A Darmstadt costruisce la sua prima casa, la Casa Behrens, per l'esposizione "Ein Dokument deutscher Kunst", disegnando tutto, dalla struttura a ogni singolo arredo.
Nel 1906 riceve il primo incarico per i materiali pubblicitari dell'AEG, la grande azienda elettrica berlinese fondata da Emil Rathenau, per cui avevano già lavorato l'architetto Alfred Messel e il grafico Otto Eckmann.
Nel 1907, chiamato da Paul Jordan, direttore dell'Allgemeine Elektricitäts-Gesellschaft (AEG), ne diventa architetto e consulente artistico, con compiti che vanno dalla carta intestata ai prodotti industriali fino agli edifici. Resterà all'AEG fino al 1914 e ne disegnerà anche il logo.
Dalla pubblicità il suo lavoro si allarga così all'intera immagine dell'azienda: è la nascita della corporate identity, di cui Behrens è considerato il pioniere.
Il lungo rapporto con l'AEG e con la famiglia Rathenau, oltre a permettergli un'attività di eccezionale ampiezza, lo colloca all'avanguardia nel ripensamento del ruolo dell'architetto e del designer nella società moderna.
Nel suo studio di Berlino lavorano architetti destinati a diventare maestri: Walter Gropius (1883-1969), Adolf Meyer (1881-1929), Le Corbusier (1887-1965) e, per tre anni, Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969).
Nel 1921 insegna per un anno all'Accademia di Düsseldorf. Dal 1922 al 1936 dirige la scuola di architettura dell'Accademia di Belle Arti di Vienna e dal 1936 fino alla morte il dipartimento di architettura dell'Accademia prussiana delle arti di Berlino.
Muore a Berlino il 27 febbraio 1940.
Nel passaggio dalla pittura al design e all'architettura, Behrens compie un'evoluzione che lo porta dal linguaggio classico, su cui aveva fondato la sua idea di cultura industriale, all'espressionismo e infine, nelle ultime opere, al razionalismo.
Tra le sue principali opere di architettura:
- Casa Behrens (Darmstadt, 1901)
- Fabbrica di turbine AEG (Berlino, 1909)
- Uffici Mannesmann (Düsseldorf, 1912)
- Edificio amministrativo Hoechst (Francoforte, 1920-1924)
- Magazzino della Gutehoffnungshütte (Oberhausen, 1921-1925)
- Alexanderhaus e Berolinahaus in Alexanderplatz (Berlino, 1929-1932)
- Manifattura tabacchi (Linz, 1929-1935)